Storie di bambine, orsi parlanti e mamme che volano appese ad un palloncino

Dopo la pausa estiva, Kira Kira riprende i lavori per farvi conoscere un’illustratrice che, come già Komako Sakai, Akiko Hayashi e Akiko Miyakoshi, è maestra nel ritrarre l’infanzia piccola: le atmosfere, i gesti, gli sguardi, le espressioni.
Chiaki Okada (岡田千晶), originaria di Osaka, ha iniziato la sua carriera di picture book illustrator recentemente, pubblicando il suo primo lavoro in collaborazione con il marito Ko Okada nel 2010 per la Iwasaki Publishing, lo stesso anno in cui i suoi lavori sono stati selezionati alla Bologna Children’s Book Fair.


Già da Usagi-kun to Haru-chan (うさぎくんとはるちゃん) notiamo subito le caratteristiche del lavoro di Chiaki: atmosfere soffuse dove a far da padrona è la matita accompagnata da colori delicati, bambine in età di scuola dell’infanzia e animali o giocattoli con cui i bambini possono interagire.
In un’intervista  per MI.TE (ミーテ un portale giapponese con canzoni e consigli sui libri e lettura ) l’illustratrice racconta infatti di ispirarsi ai suoi ricordi di madre nel ritrarre le atmosfere e i personaggi, tanto che spesso alle figlie ormai grandi viene detto che assomigliano alle bambine dei suoi libri. Nelle sue figure realizza anche un desiderio che ha sempre avuto fin da bambina, ovvero quello di parlare con gli animali come se fossero umani.
Nel suo primo albo, che possiamo leggere in francese grazie a Seuil Jeunesse con il titolo Ma première nuit ailleurs, il protagonista è proprio un coniglio. Deve trascorre la sua prima notte da solo, in una casa che non conosce, dove gli odori non sono familiari e dove sente la mancanza della mamma.

 

 

 

 

 

 

 

 


In questa casa però c’è una bambina che saprà accoglierlo, rassicurarlo, farlo giocare. Aggiusterà il suo coccodrillo blu che si è rotto, gli leggerà alcune storie e lo porterà al parco.

Al momento del distacco, sarà il coniglietto a consolare la bambina in lacrime, donandole il suo giocattolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiaki Okada accompagna con le sue figure storie di autrici giapponesi che raccontano i sentimenti dei bambini, le paure, la noia, l’attesa.

In Grande Fille, edito nel 2017 sempre da Seuil Jeunesse (edizione originale di Iwasaki nel 2012 –Significa che ti amo), la storia è di Etsuko Arai, che è stata editrice di libri scolastici e ora è autrice di picture books e kamishibai e membro dell’Associazione degli autori giapponesi per ragazzi.

Léna è pronta per partecipare l’indomani ad uno spettacolo di teatro a scuola, ma il fratellino si ammala improvvisamente e la mamma non la può accompagnare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ce la farà da sola? Sfogliando le pagine, accompagnamo la bambina mentre si fa coraggio, anche se la paura di dimenticarsi le parole o sbagliare le fa scendere qualche lacrima.

Finalmente si alza il sipario, è il suo turno, giusto in tempo per scorgere la mamma che entra in silenzio dalla porta in fondo.

E dopo lo spettacolo, nel tornare a casa, mamma e figlia si scambiano il loro gesto segreto per dirsi che si amano.


 

 

 

 

 

 

 

 

In Omukae madakana del 2015, uscito nel 2016 con il titolo J’attends maman per nobi! nobi!, si racconta il tema dell’attesa. Al termine della giornata, tutti i bambini sono tornati a casa. Kana è rimasta a scuola con le maestre perché la mamma è in ritardo.


Ma Kana non è sola perché Orsetto è con lei e insieme inventano una storia sull’arrivo della mamma. Il treno ha un guasto, ma non è grave perché un elefante, un ippopotamo, un coccodrillo e un orso lo spingeranno fino alla stazione.


Poi la mamma passerà in pasticceria e comprerà la torta più grande, e poi tre palloncini colorati che la faranno volare guidata dagli uccelli, fino alla scuola. Ed eccola arrivare, per davvero, la mamma. Si rirorna a casa, mano nella mano e magari si potrebbe comprare un dolce prima di rientrare e anche un palloncino.

L’autrice della storia Izumi Motoshita, è una prolifica autrice di letteratura per ragazzi. Ha vinto il premio Sankei Children’s Books Award, il Japanese Children’s Books Award  e il Premio culturale di Kodansha. In fondo alla bella edizione francese troviamo, oltre alla biografia, qualche parola dell’autrice, che ricorda quando andava a prendere le figlie alla scuola materna, magari un po’ in ritardo.
E della gioia, tornando a casa, nel tenere la loro piccola mano calda nella sua.

È del 2014 Kimi wa boku dane (きみはぼくだねedito da Child Honsha e pubblicato nel 2016 da nobi! nobi! con il titolo di Le portrait de Nounours.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le parole sono Mari Kasai, graphic designer che ha fatto il suo debutto scrivendo la storia di Chiisai watashi (La piccola me), illustrata sempre da Chiaki Okada, e vincendo il Grand Prix Sanrio per il miglior libro illustrato. Oltre al lavoro di autrice e illustratrice, registra anche audio libri con grandissimo successo e fa tour di lettura in tutto il Giappone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo semplice racconto ci sono Yuta e il suo Orsetto preferito. C’è un vento magico, che permette a Orsetto di muoversi  e raccogliere il disegno fatto da Yuta per salvarlo dalle grinfie del gatto.

Con cura e pazienza alla fine Yuta aggiusterà il disegno strappato, che gli è caro perché raffigura il suo adorato Orsetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quest’anno l’ormai mitico editore nobi! nobi! ( che magicamente pubblica tutti i miei albi preferiti quasi mi leggesse nel pensiero….) ha tradotto un picture book del 2012, Pottsun tototo wa ame no oto (ぽっつん とととは あめの おと) con il titolo di Jour de pluie.

La storia è di Kazuyo Toda e racconta di un giorno di pioggia. Akiko è annoiata e un po’ arrabbiata. La mamma l’ha mandata in camera sua perché faceva chiasso e rischiava di svegliare il fratellino.

Plic, plic, plic… alla finestra c’è un ranocchio, con una foglia come ombrello.


La invita a casa sua, e Akiko, il gatto e tutti i pupazzi, prendono gli stivaletti e gli ombrelli colorati e partono per un’allegra marcia verso la foresta.
Qui c’è una festa, le rane suonano, le fate ballano, gli uccellini si uniscono al coro e le lumache ascoltano dondolandosi sulle foglie a tempo di musica.


Ma hanno cantato così forte che il sole è venuto a vedere cosa succedeva… e quindi la festa sotto la pioggia deve terminare.
È ora di tornare a casa.


Il sito ufficiale di Chiaki Okada ha una bella galleria da visitare e informazioni sulle edizioni straniere dei suoi albi.
L’illustratrice ha partecipato anche all’originale progetto nato attorno all’albo illustrato Libretto Postale di Franco Matticchio, pubblicato nel 2012 da Vànvere Edizioni. Una mostra partita da un gioco postale ideato da Anna Castagnoli e avviato da Stefania Camilli di Vànvere: animali in viaggio per tutto lo stivale con la partecipazione di 40 illustratori. Si è poi aggiunto un gioco postale parallelo in Giappone, grazie alla collaborazione di Philip Giordano e Kaori Tajima, che mi ha permesso un personalissimo godimento visivo nell’ammirare le cartoline realizzate, tra gli altri, da Ryoji Arai, Susumu Fujimoto, Yoshiko Noda, esposte nella mostra bolognese a Zoo.
Qui sotto la cartolina realizzata da Chiaki:

Potete leggere qui un resoconto di Philip Giordano sul progetto approdato in Giappone.

Vi segnalo anche che il piccolo libretto illustrato da Chiaki Okada, allegato alla rivista Kodomoe del dicembre scorso, è ora un albo illustrato acquistabile.
しゃっくりくーちゃん (Shakkuri kūchan), la deliziosa storia di un gattino con il singhiozzo e i tentativi dei suoi amici di farglielo passare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, l’albo del 2015 Botan-chan ( ボタンちゃん Bottoncino)  è stato tradotto in catalano da Editorial Juventud. Le parole sono di Yoko Ogawa, una delle più importanti scrittrici post-moderne in Giappone. In Italia la conosciamo ad esempio per “L’anulare” edito da Adelphi e “Hotel Iris” edizioni Il Saggiatore.

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1 commento

  1. […] Chiaki Okada (di cui vi ho parlato qui) […]

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