Un inaspettato regalo. L’isola dei cani

Manca una settimana a Natale e questo è un regalo inaspettato.

In verità l’ho saputo qualche settimana fa da un’instancabile ricercatrice di bellezza culturale nel mondo, ma ho voluto tenere la notizia per oggi perché è festosa e felice.
Da amante del cinema di Wes Anderson e del Giappone non posso che gioire nell’annuncio del nuovo film che uscirà negli Stati Uniti il prossimo 20 aprile. Nella pagina ufficiale twitter è stata infatti pubblicata la locandina con data ufficiale di Isle of Dogs, il lungometraggio che vede il ritorno di Anderson alla stop-motion dopo Fantastic Mr Fox del 2009.

Isle of Dogs è ambientato in un futuro distopico. Siamo nel  Giappone del 2037,  dopo un’influenza canina nella città di Megasaki, il sindaco Kobayashi decide di esiliare tutti i cani sull’isola della spazzatura.


L’avventura inizia quando Atari Kobayashi, figlio del primo cittadino, decide di andare sull’isola per cercare il suo cane Spots. Ci arriva con un piccolo bimotore XJ750 e incontra un gruppo di cani che decideranno di aiutarlo, riscattandosi dalla loro situazione.
Lo aiuteranno anche perché Atari ha 12 anni e i cani amano i bambini.
I protagonisti a quattro zampe sono Rex, King, Duke, Boss e Chief, un gruppo di “paurosi, indistruttibili alfa-dogs” che non vogliono darsi per vinti e non vogliono mai dimenticare i loro nomi.
Un cast stellare per le voci, che comprende fra gli altri,  Bill Murray, Jeff Goldblum, Edward Norton, Brian Cranston, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Harvey Keitel e persino Yoko Ono.

Anderson ha dichiarato che la sua principale fonte di ispirazione è stata il lavoro del registra giapponese Akira Kurosawa. Non vedo l’ora di scoprire di più sul film, ma già dal trailer posso riconoscere i segni stilistici distintivi del registra. Le simmetrie maniacali e l’attenzione ai particolari si inseriscono qui in uno scenario fatto principalmente di grigi e ocra, con qualche particolare di colore.

Nella prima inquadratura del trailer vediamo già molto chiaramente il Giappone per quello che è, una terra di contrasti dove dietro alle case di architettura tradizionale svetta una skyline di palazzi pieni di luci.
Siamo nel futuro ma le immagini della tv sono stampe tradizionali e disegni.



Anche lo sfondo della scena in cui il sindaco Kobayashi fa il suo bagno tradizionale è un parete piastrellata che raffigura un stampa tradizionale ukiyo-e, un paese dei gatti che evidentemente sono l’ossessione del sindaco.

Ma chi è la ragazzina con i capelli afro (e biondi) che ha una cotta per Atari? E cosa ci fanno questi americanissimi cani in Giappone?  Ancora qualche mese per le risposte, intanto godiamoci il trailer (quello in inglese perché rende di più l’idea).

Kira Kira vi saluta e vi augura Buone Feste, ci vediamo nel 2018!

 

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