Scavo Rupestre Poncino: reportage

Cari lettori, finalmente il reportage dalla mostra bolognese di Yocci.Un sabato pomeriggio di maggio, la temperatura è mite e porto con me l’animo leggero di quando si va a fare una cosa bella. Vicino ai campanelli del portone di Via Mascarella 6, c’è un invito a suonare, entrare, e scoprire un angolo nascosto di Bologna, uno di quei cortili interni che si possono trovare in tante vie della città. Fa subito simpatia il benvenuto della famiglia Morimoto al gran completo, e sono proprio loro ad accogliermi quando entro in questo spazio mostra ricavato fra le case, al riparo dai rumori della strada.

Yocci, Mory, Taku e Pon, come quattro archeologi dell’immaginazione, ci regalano un’esposizione che mescola la storia con la fantasia, il disegno con la scultura, e ci regala quel tipo di arte che diverte,  incuriosisce, ci fa insomma pensare e non solo ammirare.
Piccole teche senza vetro contengono reperti che ci riportano indietro di milioni di anni, nel Pliocene o nel periodo Cambriano. Ci sono i dinosauri, ma anche le auto. I disegni dell’abile mano del piccolo Taku si accompagnano al segno inconfondibile di Yocci e alle tracce di Pon. Completa il lavoro l’intervento di Mory, con meravigliose sculture che si appoggiano delicatamente sull’opera o ne sono incastonate.

In questa, che Yoshiko Noda ha definito una mostra di famiglia, il lavoro artistico dei genitori sembra accompagnare e completare il segno dei primi passi nell’arte del figlio. Primi passi accolti con l’attenzione, lo stupore e la capacità di mettersi all’altezza di uno sguardo bambino per valorizzarlo, per dargli senso e per renderlo parte di un “discorso” artistico di famiglia colto e mai banale.

Semplicità e complessità, eleganza e leggerezza sono le parole che meglio rappresentano questa esposizione e che sono completati da un’atmosfera familiare, rilassata e autoironica. Come del resto sono i quattro bellissimi ritratti degli artisti realizzati da Yocci.

La mostra è sta presentata dal Professor Guglielmo Vecchietti Masacci, il prof. di Yocci e Mori quando sono venuti a studiare all’Università delle Belle Arti di Bologna. Dalle sue parole trapelava l’ammirazione per questi due artisti e per il loro rigore,   per l’atteggiamento di stupore verso il mondo che sono capaci di trasmettere nelle loro opere.

In un angolo ho anche trovato una selezione dei libri di Yoshiko.


Ovviamente li conoscevo quasi tutti e quindi mi sono soffermata in particolare su un album da disegno, quello con i Primi disegni di Taku.

E’ stato come fare un viaggio a ritroso e capire da dove è nato tutto. Come da un segno può nascere una storia e come Yocci e Taku hanno iniziato il loro lavoro artistico in coppia. Con il permesso di Yoshiko ve ne mostro qui alcuni.


Ha concluso il pomeriggio un buffett a base di makizushi e dorayaki fatti dalle mani di Yocci e da tante bolle colorate per la felicità dei bambini presenti in cortile, bolle specialissime made in Pianoro. (andate infondo al post per scoprirlo!)

A me una sola volta però non è bastata, sono tornata in via Mascarella un pomeriggio di questa settimana e sono  stata premiata con una lettura con Kamishibai della fiaba di Momotaro… ridisegnata da Yocci.
Una specialissima lettura per me, Taku e un’altra fortunata signora presente.

La mostra è stata accompagnata da un programma di laboratori e letture, oggi ad esempio un laboratorio di Taku per imparare dal talentuoso quattr’enne, i nomi dei dinosauri di cui è profondo conoscitore.

La mostra sarà aperta fino al 19 di maggio e l’ultimo giorno ci saranno al mattino una lettura con Kamishibai e al pomeriggio un laboratorio di Mory per provare la pittura rupestre.
Se siete a Bologna dovete assolutamente visitare la mostra, io qui ho inserito solo alcune delle opere presenti a cui comunque le mie foto non rendono giustizia.

Non dimenticate di firmare il libro dei visitatori e lasciare un vostro segno fra i disegni di Taku e Yocci.

PS Yocci mi ha riempito di bellissimi regali, donandomeli dentro una bellissima tote bag… me li sarò meritati?


Voglio condividere però con voi uno dei più belli, il libro su Pon.. dove finalmente ho scoperto da dove è nato!

Saluti da Pianoro!

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