Di alberi e di montagne

La rentrée dopo le vacanze è stata per me un po’ difficile, sospetto per la discrepanza tra il numero di cose che voglio fare/temi che voglio approfondire/libri che voglio leggere e il tempo reale che ho a disposizione per farlo.Per superare lo stress da rientro (quello che ho scoperto avere addirittura un nome, il post-vacation blues), non mi sono dedicata a tecniche di rilassamento yoga o di gestione delle emozioni…. sono semplicemente fuggita alla ricerca di bellezza, natura e arte.
E nella mia fuga ho incontrato esattamente quello che cercavo, in un mix sorprendente che mi ha regalato il contatto fisico e visivo con alberi e montagne, non solo nell’immersione tra gli elementi naturali, ma anche nell’incontro con le opere di due artisti, che ovviamente, sono giapponesi.

IMG_7151 La prima meta è stato Il Vittoriale degli italiani, nella bellissima cornice di Gardone Riviera, vicino ad uno splendido Lago di Garda in una giornata di cielo azzurrissimo. Cercando di dimenticare le banalità allucinanti dei visitatori che assieme a me hanno partecipato alla visita alla Priora, ho goduto di ogni singolo particolare che ho potuto osservare nella casa di D’Annunzio e poi sono uscita a visitare gli splendidi e curatissimi giardini.

IMG_7170Il mio biglietto comprendeva anche la visita al Museo D’Annunzio segreto, che in questi giorni ospita la mostra Eterne Stagioni. Corrispondenze poetiche tra antico byōbu giapponesi e artisti contemporanei. La mostra, a cura della Fondazione Cominelli è inserita negli eventi a festeggiamento del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. Ci offre un percorso tra antichi paraventi giapponesi e le opere di artisti contemporanei italiani e giapponesi. Potete approfondire la tematica della mostra qui. Mentre visitavo l’esposizione, mi sono soffermata sulle opere di un’artista giapponese, Kaori Miyayama, classe 1975, vive e lavora fra Tokyo e Milano. Laureata in antropologia alla Keio Univerity di Tokyo, si è specializzata all’Accademia di Brera. In mostra alcune sue opere intitolate Le radici del cielo.

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Nell’opera che mi ha fatto innamorare, il legno incornicia alberi realizzati in xilografia, mentre un velo di organza con delicati ricami in seta, crea una distanza con lo sfondo in un gioco di trasparenze, dissolvenze e ombre, un continuo rimando fra dentro e fuori.

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Stesso concetto è utilizzato anche in altre tre opere in cui il ricamo è invece geometrico. Sul sito di Miyayama è possibile vedere i suoi lavori e una lunga lista di mostre e collaborazioni. Il maggio scorso ha realizzato anche ad un workshop a Milano, con i Ludosofici, all’interno del festival A spasso con Sofia. La affiancava Yoshiko Noda, in arte Yocci, alla cui matita si deve l’immagine del festival. Peccato non averlo saputo!
Dopo essermi deliziata tra l’estetica d’annunziana e l’arte giapponese, ho proseguito il percorso verso nord, percorrendo tutto il lungo lago e proseguendo poi per strade protette da meravigliose montagne, fino a Borgo Valsugana. Un pernottamento in una locanda ospitata in un palazzo del 1775 e una buona cena con specialità trentine mi hanno ritemprato per il mattino successivo che ho passato ad Artesella. Un luogo meraviglioso, che consiglio a tutti.

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Ammetto di non aver affrontato la camminata del percorso ArteNatura, ma di essermi diretta subito a Malga Costa, ero davvero curiosa di immergermi nel bosco e scoprire tutte le installazioni incastonate fra prati ed alberi. Inoltre prediligo prendere le cose con calma, guardare con attenzione e il tempo a disposizione non era sufficiente per tutto.

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Oltre alle opere ho fotografato anche tanti particolari del bosco e molti funghi, che mi sembrano sempre un po’ magici. E anche qui, il mio Giappone mi ha rincorso e ritrovato. Ho potuto infatti crogiolarmi nello stupore e ammirare l’intelligenza dell’installazione di Onishi Yasuaki. Reverse of volume, visibile a Malga Costa fino a maggio 2017, è un’opera che crea un ribaltamento del punto di vista. Che ti fa percepire il sopra attraverso il sotto, il dritto attraverso il rovescio, che rilegge il vuoto regalando un’esperienza percettiva differente, emozionante, magica.

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Nello shop di Malga Costa c’erano due bellissimi cataloghi relativi alle sue mostre, purtroppo solo in visione. Fortunatamente sul sito dell’artista, oltre alle foto dei suoi incredibili lavori, sono scaricabili tutti i cataloghi in pdf. Non era possibile fare fotografie, ma potete vedere la gallery dell’instalazione a Parigi, con un’interessante video in cui l’artista spiega la sua opera.

Sono ritornata piena di nuove curiosità, nuovi artisti da scoprire e devo assolutamente leggermi un libro sui funghi. La mia fuga non ha funzionato, ma è stato bellissimo!

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