Cere e pastelli: i bambini di Yukiko Tanemura

Bronci, sorrisi, espressioni di sorpresa, di concentrazione, di gioia, di disperazione. La magica matita di Yukiko Tanemura con pochi semplici tratti racconta la gamma di espressioni che si dipingono sui volti dei bambini protagonisti delle sue storie. Sono espressioni che raccontano il mondo delle emozioni potenti e a tutto tondo che abitano l’infanzia.

Di alberi e di montagne

La rentrée dopo le vacanze è stata per me un po’ difficile, sospetto per la discrepanza tra il numero di cose che voglio fare/temi che voglio approfondire/libri che voglio leggere e il tempo reale che ho a disposizione per farlo.

È stata mia sorella Lynn a insegnarmi la mia prima parola: kira-kira. Io la pronunciavo kia-kia, ma lei capiva lo stesso cosa volevo dire. In giapponese kira-kira significa "scintillante". Lynn mi ha raccontato che, quando ero molto piccola, spesso la sera mi portava fuori con lei, nella nostra strada semideserta, dove ci sdraiavamo tutte e due sulla schiena a guardare le stelle. E lei non faceva che ripetermi: "Devi dire kira-kira, Katie. Kira-kira." Quanto era bella quella parola! E quando sono diventata un po' più grande la usavo per descrivere tutto quello che mi piaceva: lo splendore del cielo azzurro, i cuccioli di cane, i gattini o le farfalle, persino i fazzoletti di carta colorati. Cynthia Kadohata, kira-kira, Mondadori Junior, 2006

nobi nobi!

È sempre un piacere incontrare chi ha fatto della propria passione un mestiere, e quando il mestiere in questione è quello di editore specializzato che pubblica in Francia libri illustrati giapponesi o ispirati al Giappone, il piacere è decisamente doppio.

Storie di sirene

Fra gli albi illustrati da Komako Sakai, c’è una storia che mi ha sempre incantato per via della protagonista, una sirena. Ho sempre trovato le sirene (così come le fate) creature affascinanti.